La Donna madre e dea

Liberi pensieri con i testi di Maria Soave Buscemi

C’è una storia dimenticata che vale la pena riportare alla memoria e alla coscienza. Storia di rosso mestruale e forme rotonde, storia di forza e amorevolezza, storia di donna e madre, sin dall’inizio dei tempi ovunque venerata, da raccontare per ricostruire una identità. La necessità di raccontare è un’esigenza profonda, “uno spazio di cura[1]” e con il racconto “accade un incantesimo: radici erranti e dimenticate” rinnovano vitalità e ricostruiscono un senso offeso, perduto, dimenticato. Si tratta di intessere una tela che diventa calda e accogliente coperta. Per fare questo occorre de-costruire per ri-costruire in una “cospirazione di liberazione” con l’intento di generare “un sentimento libero e creativo”.

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